mercoledì, marzo 25, 2009

Capaci di Pace, Giustizia e Amore per il creato. Il realismo della profezia in don Tonino Bello.


Oggi,7 marzo, il salone parrocchiale della Resurrezione, a Bari,  è pieno come un uovo, gente  pure in piedi! Un’aria bella : libri sui banchi, oggetti del mercato equo e solidale,volti sconosciuti, amici lontani che si ritrovano:dalla Calabria Gianni Novello, dal Piemonte mons.Bettazzi,  da Lecce don S. Leopizzi, Carmine e Pio dalla Toscana, dalla provincia di Bari tanti laici, alcuni sacerdoti e  due suore della casa della Divina Provvidenza di Bisceglie che sussurrano di un vescovo che andava a imboccare i piccoli malati.  Tutti chiamati dalla voce di un profeta scomparso che segna però ancora la nostra strada e le nostre scelte. Dopo i saluti delle autorità modera gli interventi  del convegno Elvira Zaccagnino, oggi editrice culturale , un tempo diciassettenne   animatrice della commissione  diocesana di pastorale giovanile, poi giovane mamma  commossa nel canto di saluto a don Tonino sul porto di Molfetta.

Tutti portano dentro ricordi di un incontro che ha cambiato la vita , di un vescovo che non si è vergognato di dire ai suoi :“Vi voglio bene!” Un vescovo che, sperimentando la croce,  non ha smesso di seminare  la speranza nel Risorto e rincuora e alimenta ancora tanti progetti di vita. E nell’aria si avvertono  ancora le sue parole del 18 marzo 1993”Vorrei essere in mezzo a voi a cantare Freedom…” Non è un convegno celebrativo, è un po’ fare il punto dei lavori, misurare quanto i suoi discorsi e sogni siano ancora in cantiere. Per tutti noi è un po’ cercarci, sapere che siamo ancora in trincea, in luoghi diversi ma tutti animati da sogni di Amore. E’ come se nella tempesta ci si chiami per rincuorarsi e non farsi prendere dalla desolazione e dal lamento.  

Mons. Bettazzi ricorda che il Profeta nel puntare l’indice piega le altre tre dita verso di sé , così noi nell’indicarlo  interpelliamo la nostra persona  e ci chiediamo in che misura stiamo seguendo il sentiero della pace da lui suggerito: P =preghiera, A= audacia nell’annuncio, nella denuncia e nella rinuncia, C=condivisione, E= esodo . Siamo chiamati ,ognuno,  ad essere profeta e vivere l’uno per l’altro, così come fa la Trinità. Oggi la nostra fedeltà a Cristo si misura veramente con la solidarietà non solo verso i vicini ,ma anche verso gli ultimi(Immigrati, Precari..)e i lontani in guerra(Israele, Sudan , Congo…)  .

Franco Depalo parla dell’etica del volto che don Tonino ha insegnato:del carcerato che ha cambiato vita dopo averlo conosciuto, del bosniaco che lo cercava dopo Sarajevo nel campo profughi aperto a Giovinazzo, dell’albanese che fu accolto nella Casina delle suore e che ancora oggi ricorda e prega  il vescovo che in loro riconobbe la  dignità di uomini, figli di Dio, fratelli di Gesù Cristo. Don Tonino , di fronte alle ingiustizie , s’è mosso in prima persona, ha chiesto a Dio”occhi nuovi” .Anche noi siamo chiamati all’impegno ,come fanno ad esempio i  gruppi Emmaus,pregando: ”Signore, dà pane a chi ha fame, dà fame a chi ha pane”.

Etta Ragusa, della Casa per la pace di  Taranto,ci racconta del cammino per l’unità dei cristiani del documento  di Basilea, 1989,“Giustizia,pace e salvaguardia del Creato”, racconta dei vescovi Bello,Pisani, Franco e del loro impegno per la terra e la gente di Puglia. Racconta di come non basta il cuore ma occorre cervello per difendere la terra dal rischio ambientale , dalle discariche , dalle centrali nucleari…Ricorda che bisogna essere spina nel fianco per passare dalla dimensione antropocentrica a quella cosmica e tutelare il creato e non distruggerlo.

Nicola Occhiofino , partendo dalla grande disponibilità di don Tonino verso tutti, racconta  di come don Tonino ci abbia dato nuovi attrezzi per una scienza della pace,del suo  sogno di un Mediterraneo  di Pace, della sua parresìa  che richiama Giorgio La Pira :”Mi opporrò ai soprusi dei ricchi e potenti….per difendere  pane e casa “.

Don Salvatore Leopizzi, parroco di Gallipoli, proietta e commenta foto di viaggi pastorali con don Tonino, racconta del crocifisso e della fisarmonica ,della contempl-attività. Parla della serenità che respirava nella sua vita ,pure afflitta da amarezze e poi sofferenze fisiche. Dice di lui che abitava in casa Trinità!

Don Tonio dell’Olio conclude riflettendo su alcuni caratteri dello stile di vita di don Tonino da praticare:Umanità semplice , trasparente. Perciò oggi,tempo di diffidenze,impegniamoci, come lui, ad incontrare la gente!

Diaconia della Profezia, oggi siamo orfani del servizio della profezia. Pertanto alleniamo al sogno, soprattutto i giovani!

Quando qualcuno chiamava , don Tonino esclamava:”Sciamo!”(andiamo!).Allora , sentiamo nostre le ansie , le gioie , le sofferenze dei fratelli e condividiamole!

La giustizia dei volti lo muoveva, non la giustizia senza volti che oggi criminalizza la povertà e insegue i poveri  con le ronde. Occorre ristabilire” una giustizia climatica!”

Prima di lasciarci don Tonino ha invitato a non guardare le foglie cadute ai piedi degli alberi ma le gemme sui rami pronte a sbocciare, così oggi la fiducia nell’Ulteriorità deve animarci.

” Chi ha fuoco,  lo passi!”. 


Rosa Serrone

Nessun commento: